“4-day week”: lavorare di meno per produrre di più


Come altre Nazioni (Finlandia, Francia, Giappone etc.) anche la Spagna ha deciso di provare la cosiddetta settimana lavorativa breve (o meglio conosciuta come ‘4 days week’). Se gli ultimi tempi ci hanno dimostrato qualcosa è che, il mondo del lavoro, al contrario di quanto si potesse credere, ha una grande flessibilità. Gli adattamenti ai quali ci ha costretto il Covid ce l’hanno dimostrato. Smartworking, etc., sono cose che già esistevano, ma sulle quali alleggiava ingiustamente un forte scetticismo in termini di produttività e rendimento. Ebbene, la Spagna si è avviata alla fase di sperimentazione, che prevede di ridurre l’orario lavorativo dei dipendenti, senza diminuirne lo stipendio. Per incentivare le società a prendere parte alla sperimentazione, il Governo spagnolo potrebbe coprire i costi della riduzione degli orari lavorativi per 3 anni: 100% il primo anno, 50% il secondo, e al 33% il terzo anno.I contro della 4 days week sono riscontrabili nella grande perplessità e diffidenza da parte di certi dirigenti su di essa e nell’impossibilità di applicarla a lavori che richiedono tempistiche più lunghe e la presenza fisica. Tutto sommato dagli Stati e dalle aziende che l’hanno messa in atto vi sono feedback positivi e non sembrano esserci passi indietro, inoltre, dal punto di vista del benessere psicologico sembrano esserci dei grandi miglioramentiche si ripercuotono sui risultati lavorativi. Alcuni dati registrati da Microsoft in Giappone nel 2019, mentre i lavoratori sperimentavano la settimana corta per un mese, hanno dimostratouna riduzione del 23% dell’energia elettrica ed un aumento della produttiva del 40% rispetto ad una settimana intera.
Sembra una realtà così diversa e lontana dalla nostra, costellata da lavoro in nero, sottopagato e da sfruttamento, eppure è reale. A ben vedere, questi orari lavorativi da sogno, in realtà, sono presenti anche in Italia. Due aziende, Awin Italia Carter & Benson, hanno sperimentato nella nostra Nazione la sopracitata settimana lavorativa breve, composta da circa 36 ore lavorative, senza cambiare lo stipendio dei dipendenti. I risultati sembrano essere due punti: performances migliori e lavoratori più felici e volenterosi (riuscendo a gestire anche meglio lavoro e famiglia, una nota a favore soprattutto delle donne con figli piccoli). Beh, a chi non piacerebbe che le cose si evolvano per tutti in tale direzione? Siamo fatti anche per divertirci e per dedicare spazio ai nostri cari, senza dover sottostare a ritmi frenetici ed esaurimenti nervosi. Il lavoro deve consentirci di vivere bene, non diventare la nostra vita.
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Referendum eutanasia legale. Un mare diviso di rosso.

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