Un mare diviso di rosso.

Durante queste settimane; il mondo sta osservando con i propri occhi il cambiamento e la distruzione di un ecosistema, il mondo rimane inerte dinanzi tale situazione. I notiziari ne parlano continuamente e la notizia è alla portata di tutti.
Il 28 Settembre in Norvegia tantissime balene sono state uccise per puro e semplice divertimento, molte di queste balene erano femmine incinte, una vera e propria strage, proprio perché l’uccisione delle balene non è motivata da un alto percentuale di consumo, visto che hsoltanto il 2% dei norvegesi mangia carne di balena, siamo dinanzi una crudeltà senza fine.
Ma non è finita qui, ogni anno presso le isole Faroe, si tiene una vera e propria caccia alle balene e alcune razze di delfini, questo fenomeno è definito sotto il nome di “Grindadrap”, che significa letteralmente, macello delle balene in maniera ripetuta e senza alcun ritegno, non facendo i conti con la propria coscienza.
Bisogna comprendere come sia nata questa pratica nelle isole Faroe, inizialmente le isole dipendevano esclusivamente per quanto riguarda il lato economico , quindi per tradizione, dalla caccia alle balene, e quindi siccome unica fonte di sostentamento, questa tradizione nonostante i tempi non ha mai cessato di esistere e purtroppo ancora oggi, nonostante le mobilitazioni degli attivisti, la situazione non è cambiata e non fa che peggiorare di anno in anno.
Le modalità attraverso cui questa strage si attua, nasce nel momento in cui le barche cercano di direzionare le balene verso la riva e quindi verso l’ acqua bassa fino a farle spiaggiare, a quel punto con un coltello recidono il midollo spinale per interrompere la vita del cetaceo, in pochi secondi, per effettuare tali pratiche devono esserci delle spiagge autorizzate e fino ad oggi sono poco più di 10, purtroppo dinanzi queste atrocità l’Unione Europea non può agire.
Il motivo per cui l’UE non può agire è relegato al fatto che le isole Faroe non ne fanno parte.
Bisogna soffermarsi sulle possibilità e soluzioni per risolvere il problema, sarà fondamentale instaurare un dialogo direttamente nei confronti dei soggetti interessati, che praticano questa barbaria, per una mera tradizione, e successivamente arrivare ad un giusto compromesso.
Ma non sono finite qui le atrocità, il Giappone con la scusa della ricerca scientifica ogni anno uccide balene per fini commerciali e nonostante gli avvertimenti da parte delle Nazioni Unite, questo fenomeno continua e porterà all’estinzione di determinate specie.
Il mondo continuerà a guardare da lontano questa distruzione oppure riuscirà a fermarla?
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