Quel virus chiamato camorra

Articolo di Emanuela Donnici

Con l’arrivo della pandemia la criminalità organizzata non si è per niente persa d’animo, si è semplicemente adattata ad un business nuovo. Dai dati presentati da Libera in un rapporto, infatti, emergono i lauti guadagni che Camorra, Ndragheta e Cosa Nostra stanno traendo dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus.

“Col virus si fanno i soldi’’, sono le parole di un sorvegliato, affiliato alla Camorra, durante delle intercettazioni a suo carico. Dove c’è disagio sociale, lì c’è la camorra. E questo è un dato di fatto. Sono oltre tremila i fascicoli aperti dalle forze dell’ordine durante il periodo di pandemia che intercorre da febbraio 2021 ad oggi. Tutti targati ‘’covid-19.’’

Ma come entra in gioco la Camorra?

Da sempre, facendo leva sulla disperazione, sulla fame e sulla paura più totale della gente. Vi ricordate il terremoto dell’Irpinia? A causa di un netto ritardo da parte dello Stato – il denaro stanziato per la ricostruzione e per le aziende del territorio tardò ad arrivare e non fu, in ogni caso, abbastanza, perché le aziende fallirono lo stesso. Una delle aziende a lavorare senza sosta però fu quella della camorra che mise le mani sulla gestione per la ricostruzione. Fu qui che crebbe incredibilmente. Oggi, ci troviamo nella stessa situazione di allora.

Certo, i bonus sono arrivati, ma la triste realtà è che non sono bastati. Non solo: la macchina burocratica di certo, in un momento di emergenza, non aiuta. Riciclaggio, usura, gestione dei presidi medicali, smaltimento dei rifiuti. E’ solo una parte dei settori su cui ha messo le mani la Camorra durante questo anno di pandemia. La camorra è l’unica banca che ha denaro liquido, sempre. L’esigenza di liquidità è stata, oltre ogni ragionevole dubbio, molto sentita. In particolar modo durante la pandemia, colpendo non solo la collettività ma soprattutto il settore della ristorazione. Non solo la ristorazione, la Camorra si è infiltrata anche nel nostro sistema sanitario, lucrando sulla pelle delle persone. Basti pensare che a Napoli, anni fa, un condannato per Camorra -autista di un’ambulanza e membro di uno dei Clan camorristici operanti sul territorio- si trova a dover soccorrere proprio un membro del clan rivale sull’ambulanza su cui svolge servizio, fu condannato perché non prestò soccorso a quest’ultimo, facendolo uccidere. Non è questo l’episodio che segna particolarmente. La cosa grave è che oggi -al quattro marzo duemila ventuno- la famiglia di quest’ultimo gestisce ambulanze private. Difatti, lo scandalo inerenti alle ambulanze private non è mancato: normalmente un’ambulanza per un trasporto privato ha un costo di circa 60 euro, al massimo 70 euro. Durante il periodo di pandemia i costi sono aumentati da un “minimo” di 500 euro fino ad arrivare a 2.500 euro. Si lucra sulla vita e sulla pelle della povera gente. Un vero e proprio Business. Un business che coinvolge anche le società di sanificazioni. L’operazione ‘’dirty cleaning’’ che ha portato diverse persone nel registro degli indagati per intestazione fittizia. Di fatto, è investimento, da parte della Camorra, nei settori più colpiti. Nella povertà più assoluta. E lo fa anche per creare un proselitismo. Un proselitismo che si crea, oltre ogni ragionevole dubbio, tra la gente. E’ vero che c’erano a disposizione i bonus del Governo. Il problema è che lo Stato è vittima della sua stessa burocrazia. La Camorra la burocrazia non la conosce. Ed è per questo che è più rapida. Perché mentre le famiglie avevano il frigorifero vuoto – in attesa di iscriversi sul sito del comune per poter ottenere i buoni- il che è assurdo, perché molto spesso chi necessita di questi buoni neppure lo ha un computer o una connessione Wi-Fi- mentre attendevano una trafila burocratica, nei fatti, nel concreto, era la Camorra a riempire i frigoriferi nelle case delle persone. Era la Camorra a metter loro il piatto a tavola. Ed è qui che la Camorra ottiene i suoi consensi. Sulla paura di un lavoratore onesto, sulla paura di un padre o una madre di famiglia che non riesce a mettere il piatto a tavola. Se lo Stato è assente, se lo Stato è lento, se almeno la burocrazia non viene ridotta, la Camorra non farà altro che rafforzare, imperterrita, la sua presenza sul territorio. L’altra faccia del coronavirus è decisamente questa. E non guarda in faccia a nessuno. Come sempre. Una faccia netta. Scandalosa. “La camorra non ha mai cessato di esistere e non cesserà mai, nonostante le sfuriate di persecuzione che si è preteso farle, finché non sarà affatto scomparsa l’ultima delle cause che le danno vita.”

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