Prostituzione minorile: scelte di vita o scelte obbligate?

Articolo di Vera Autorino

Vogliamo parlare in un’ottica sia giuridica che sociale del fenomeno della prostituzione minorile ?
-Vogliamo chiederci se oggi è cambiato qualcosa ?

Oppure l’omertà regna sovrana ?
-Art. 600 bis c.p.


Da qualche mese è uscito il terzo capitolo della serie Netflix “Baby”, una serie interessante e coinvolgente. L’amicizia tra le due protagoniste, Chiara e Ludovica, si consolida con l’affrontare insieme l’avventura di concedere, all’inizio per gioco, il proprio corpo ad uomini più grandi che in cambio di prestazioni sessuali, riempivano le ragazze di regali o denaro. Quest’avventura è piaciuta molto alle ragazze che hanno continuato per il piacere di non dover più chiedere ai genitori denaro per comprare borse e scarpe nuove. Questa è una serie che dà spazio alla frenesia dell’adolescenza e alla leggerezza di voler fare nuove esperienze. La storia a cui si è ispirata, è tutt’altro che leggerezza e frenesia; infatti le “Baby Squillo” dei Parioli, così sono state soprannominate le protagoniste di questa triste storia, hanno vissuto un vero e proprio incubo. Sebbene entrambe, fossero ragazze di buona famiglia, il fascino di ciò che non puoi avere e la voglia di indipendenza hanno spinto le due ragazze nel giro della prostituzione. Venivano adescate dopo la pubblicazione di annunci sui social, incontrando sporadicamente i clienti in auto o nelle loro abitazioni, fino a quando Marco Ieni, ha allargato il giro, prendendo in affitto un appartamento ai Parioli, all’interno del quale le due ragazze potevano incontrare i clienti in totale sicurezza. In questa storia diversi professionisti sono stati denunciati insieme alla mamma di una delle due ragazze che addirittura spingeva la figlia a trovare tempo da dedicare ai clienti, quindi la invogliava e induceva alla prostituzione. Il reato di prostituzione minorile è un delitto previsto dal codice penale all’articolo 600 bis.Questo reato rientra tra i delitti contro la persona. Secondo quanto è previsto dal comma 1 del suddetto articolo , il reato è consumato da chiunque recluta o induce, favorisce, sfrutta,

gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore ai diciotto anni. Quando parliamo di prostituzione , possiamo collocare questo concetto in diversi periodi storici, infatti era già presente nel ‘700 dove l’attività sessuale di una persona veniva finalizzata al solo scopo procreativo . Alla base di questa concezione c’era l’idea che lo Stato doveva controllare anche l’attività sessuale del cittadino, in quando curatore dell’interesse pubblico. Di conseguenza, la figura femminile, come quella del minore, ha da sempre risentito il contrasto tra le diverse realtà epocali. Successivamente con il codice Zanardelli i reati attinenti la sfera sessuale, erano di natura pubblica e andavano individuati nel buon costume ,che era l’ ordine etico-giuridico costituito dall’osservanza di quei limiti che sono ritenuti necessari per la sicurezza, per la libertà e per la moralità dei rapporti sessuali e nell’ordine delle famiglie ,inteso come istituto giuridico familiare regolato dallo Stato nel pubblico interesse imponendo l’osservanza di leggi giuridico-naturali della generazione. La tutela del singolo quindi come è evidente passava in secondo piano rispetto ai valori della famiglia e della moralità pubblica. Nel codice Zanardelli abbiamo ,infatti, un’ideologia dove la sessualità femminile non trovava spazio al libero esercizio, se non in circostanze precise come il matrimonio con il fine della procreazione. Soltanto nel 1996 con il codice Rocco “i reati sessuali” sono stati riqualificati come “delitti contro la persona”, tanto che ad oggi prestiamo maggiore attenzione sia alla dignità della persona sia alla sua integrità psico-fisica. Il più delle volte dietro all’apparente volontà di concedere il proprio corpo, non si nascondono soltanto situazioni familiari disastrose, ma grandi squilibri le cui conseguenze hanno “obbligato” la persona ad intraprendere questa strada , non a caso lo sfruttamento della prostituzione colpisce le categorie più deboli e poco tutelate.
Ci troviamo quindi di fronte a persone che avrebbero bisogno di aiuto e comprensione, piuttosto che silenzio e ipocrisia sociale.

0
Disabilità e lavoro, sono ancora tanti gli ostacoli? Netflix&Law: tutte le serie tv per lo studente di giurisprudenza

Nessun commento

No comments yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *