5,6 milioni di tonnellate all’anno! Ma non stiamo forse sprecando troppo cibo?

Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge sugli sprechi alimentari.
L’Italia è il secondo paese a dotarsi di una normativa di questo genere dopo la Francia, ma mentre il legislatore francese ha puntato sulla funzione sanzionatoria della normativa, il nostro legislatore ha preferito basarsi essenzialmente sugli incentivi da elargire a soggetti virtuosi.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 agosto la L.166 del 19/08/2016 recante “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici ai fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.”

Con il terminespreco alimentare” la legge si rivolge all’insieme dei prodotti alimentari che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche. Tale normativa ha l’intento di evitare il verificarsi di questo fenomeno, permettendo agli operatori del settore alimentare di cedere gratuitamente le eccedenze alimentari a soggetti donatori, i quali devono destinarli anch’essi gratuitamente a persone bisognose, se si tratta di prodotti idonei al consumo umano, altrimenti agli animali o all’autocompostaggio. La legge prevede inoltre benefici fiscali, infatti i comuni possono applicare una riduzione della TARI (tassa sui rifiuti) proporzionata alla quantità delle donazioni. Inoltre per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione le regioni possono stipulare accordi o protocolli d’intesa per promuovere comportamenti responsabili, per fornire contenitori riutilizzabili ai ristoratori, per consentire ai clienti di portare a casa i loro avanzi.

Sempre tale normativa ha dotato di linee guida contro lo spreco mense scolastiche, aziendali ed ospedaliere. Inoltre è stato istituito un fondo di un milione di euro per ogni anno dal 2016 al 2018 destinato al finanziamento di progetti innovativi e di ricerca sulla SHELF LIFE (la vita del prodotto sullo scaffale).

In realtà il nostro legislatore già nel 2003 aveva emanato una legge simile, questa però incoraggiava soltanto le donazioni di cibo pronto ai più bisognosi. La legge di oggi ha una ratio diversa, infatti é il risultato di una ricerca del Politecnico di Milano e dal Banco alimentare che ha evidenziato come nel nostro paese ogni anno vengono prodotte 5,6 milioni di tonnellate di cibo invenduto o non consumato. Tale spreco costa lo 0,5% del Pil ovvero 8 miliardi di euro ogni anno.

 

di Prudenzia Granaudo

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