“Nuit Debout” e “Loi Travail”: situazione e prospettive

Le proteste per la “Loi Travail” in Francia continuano a tenere banco,gli attriti tra movimenti,sindacati e vertici politici continuano ad aumentare.
Ma precisamente cosa prevede la “Loi Travail” ? E’ una riforma del lavoro,proposta dalla Ministra del Lavoro del governo Valls: Myriam El Khomri il 18 Febbraio 2016.
Un progetto che è in linea con la riforma del mercato del lavoro italiano. Da molti la “Loi Travail” viene definita il “Job’s act” francese e in linea di principio entrambe le riforme sono improntate a ridisegnare un mercato del lavoro flessibile dove i prestatori di lavoro subordinato perdono una serie di garanzie contrattuali: aumento delle ore di lavoro,schemi contrattuali flessibili,riduzione delle retribuzioni per gli straordinari,aumento complessivo delle ore di lavoro.
La riforma è adattata su una linea politica che dovrebbe consentire alle imprese nel medio periodo di risollevarsi dalla crisi. Il progetto di riforma,diversamente dal “Job’s act”,non è passato inosservato scatenando le ire delle moltitudini di prestatori di lavoro subordinato,nonché di tanti studenti,che,hanno avvertito come i loro diritti e le loro condizioni potrebbero essere cancellati con un colpo di spugna qualora questa riforma dovesse essere approvata.

1_-_1-303-8b419
Le proteste sono iniziate con  singole mobilitazioni di categorie di lavoratori,ma,in poco tempo si è riusciti a collettivizzare le proteste creando un movimento sociale che ha preso il nome di “Nuit Debout” -cui aderiscono Studenti medi ed universitari, lavoratori, precari, chomeurs (cassaintegrati), rifugiati, sans-papiers (senza passaporto) e che è partito il 31 marzo 2016 con l’occupazione dei manifestanti  avvenuta a “Place de la Rèpublique”,nel cuore di Parigi.

4096
Il movimento sociale riunisce comitati,sindacati,movimenti operai e cittadini che,organizzatisi inizialmente con l’intento di impaurire il governo Valls II e bloccare la riforma,hanno chiesto che le riforme fossero accompagnate da una maggiore considerazione della società civile,in sostanza una richiesta di maggiori spazi di democrazia che si sono notevolmente attenuati con lo “Stato d’emergenza”,proclamato in seguito agli attentati terroristici.
Proteste che sono confluite in scioperi e blocchi di approvvigionamenti che si sono sparsi,a macchia d’olio,in tutta la Francia.
Le richieste sono confluite in scontri con la polizia e le autorità francesi,ma i manifestanti continuano la loro lotta per mantenere vivi i loro diritti. Nel contempo,le azioni e le reazioni del movimento francese hanno fatto scalpore in Europa e non solo.
Il 7 e l’8 Maggio i movimenti francesi hanno convocato un’assemblea generale a Parigi dove hanno lanciato un’appello ai movimenti e alle società civili europee ed internazionali: manifestare contro quelle politiche che privano di dignità e diminuiscono gli spazi di democrazia.
Il 15 maggio c’è stato il #GlobalDebout, una forma di protesta che si è svolta in più di 300 piazze(tra le quali anche Napoli).
Il presidente Hollande ed il primo ministro Valls sembrano intenzionati ad utilizzare l’art 49,co 3 della Carta costituzionale francese che permetterebbe di evitare la votazione parlamentare.
La questione è arrivata ad un punto critico,gli scontri sono all’ordine del giorno ed i manifestanti cercano di opporsi bloccando gli approvvigionamenti di petrolio.
L’economia francese è paralizzata in un momento storico in cui  si rendono necessari maggiori spazi di democrazia.
La 15a edizione dei Campionati europei di calcio è alle porte e la tensione aumenta anche in virtù delle necessarie disposizioni di sicurezza,per evitare attentati,che dovranno accompagnare le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Francia.
Una situazione analoga a quanto avvenuto in Brasile,durante i Mondiali di calcio del 2014.
La forma di protesta messa in campo con la “Nuit Debout”ricorda per alcuni aspetti quello degli indignados in Spagna.
Ma mentre i nostri “cugini” francesi scendono in piazza a manifestare si rende doveroso ricordare che in Svezia si sta sperimentando la giornata lavorativa composta da  6 ORE .
E in Italia ? I Mass media parlano poco della lotta francese e le conseguenze del Job’s Act le patiamo da due anni,ci sono politiche in atto che vogliono centralizzare il potere in capo allo Stato centrale.
Il tutto,in Italia,confluirà nel referendum costituzionale di Ottobre.
Resteremo ancora a guardare o prenderemo atto delle politiche che stanno riducendo,sempre di più, i nostri diritti e i nostri spazi di democrazia ?

Potete seguire direttamente la protesta francese sul social facebook cercando #Nuit Debout o sul sito web https://nuitdebout.fr/

Gianmarco Apuleo

 

0
Diritto dell’Unione europea – Prof. Ferraro Fabio Diritto processuale civile (6 cfu) – Prof. Scala

Nessun commento

No comments yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *