Depenalizzazioni: nuove sanzioni amministrative.

Il 6 febbraio 2016 sono entrati in vigore i due decreti legislativi 15 gennaio 2016, n. 7 e n. 8 con i quali si è data attuazione alle cosiddette depenalizzazioni. Molti credono che attraverso la depenalizzazione un reato venga completamente cancellato dal nostro ordinamento e non sia più punito, tra loro vi è una giovane napoletana, Serena Rinaldi, che ha deciso di protestare passeggiando in mutante e reggiseno in via Scarlatti, al Vomero. La ragazza, durante le interviste rilasciate, ha affermato più volte che vista la recente depenalizzazione del reato atti osceni in luogo pubblico, andrà a fare shopping e a prendere caffè in versione déshabillé. Probabilmente ignora il vero significato dei due decreti legislativi e non è la sola, molti infatti li hanno contestati sulla base di un presupposto erroneo. È opportuno fare chiarezza.

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Cosa sono le depenalizzazioni? Qual è il loro significato giuridico?                                                                                                        Per depenalizzazione si intende la trasformazione di un reato penale in un illecito, ciò implica che alcuni comportamenti che in passato erano passibili di persecuzione penale, oggi sono soggetti a sanzioni amministrative. Generalmente questo fenomeno investe reati lievi, per i quali il legislatore prevede soltanto il pagamento di una somma di denaro, in ragione della loro minore gravità.

I motivi che spingono il Governo ad utilizzare questo strumento sono molteplici e possono dipendere sia dall’evoluzione del costume sociale sia da altri fattori contingenti quali l’affollamento delle carceri o la lungaggine del procedimento giudiziario.

In un’epoca in cui il principio della ragionevole durata del processo è costantemente disatteso, con la conseguenza che l’Italia è sempre più spesso esposta a sanzioni risarcitorie comminate dalla Corte dei Diritti dell’Uomo volte ad ottenere una riduzione dei tempi di attesa della giustizia, perché non evitare di impegnare i tribunali per questioni di minore importanza?

Da febbraio sono stati depenalizzati alcuni reati tra i quali:

  • Mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico
  • Guida senza patente
  • Atti contrari alla pubblica decenza
  • Ingiuria

Per i primi due si prevede una sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 €, invece per gli atti osceni in luogo pubblico e per l’ingiuria si prevede una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 €. Questi sono alcuni esempi che aiutano a comprendere l’intento del legislatore: applicare sanzioni pecuniarie in tempi rapidi e certi per ottenere un effetto dissuasivo maggiore.

 

Chi, come la giovane in foto, intende manifestare il proprio disappunto dovrebbe cercare di non spogliarsi per evitare di dover pagare multe salate.

 

Fortuna Orabona

 

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Diritto penale- Prof. Moccia DIRITTO SANITARIO

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